Michael Neal – “Lost in translation”

Michael Neal è nato a Findlay, Ohio, Stati Uniti d’America. Ha iniziato a studiare pianoforte fin dalla giovane età, la sua arte ha iniziato a crescere davvero quando si è fermato e ha concentrato il suo potere creativo nel lavoro di composizione. Ama i pezzi emotivi e usa il pianoforte come strumento per sbloccare la mente. Michael ha iniziato a realizzare progetti che vanno da pezzi acustici al metalcore per poi concentrarsi su lavori di composizione per videogiochi, film e pubblicazioni autonome.

Nuova ed interessante proposta questa di Michael dal titolo “Lost in translation” . Un Ep che fila liscio come l’olio grazie ad ottimi ingredienti che fanno di questa proposta un prodotto appetibile e alla portata di tutti gli amanti del genere classico.

Un disco dove la creatività di Michael viene inserita in ogni brano elevando alla massima potenza ogni singolo minuto di questo lavoro, lasciando dunque da parte ogni dubbio sulla vena artistica dell’artista. Suoni caldi, corposi e accattivanti che fanno bella mostra di sé in ogni nota.

Uno stile semplice, senza artefatti, quasi imbarazzante per la semplicità con cui si manifesta.

“Lost in translation”, osa quel tanto che basta per non finire nella miriade di lavori (anche buoni) scontati e mai più considerati.

La grande forza di Michael è quella di inserire tutta una serie di piccole finezze, dalle spezzature nella linearità dei ritmi al ricorso ad arrangiamenti piuttosto raffinati. Ancora una volta un lampo di genio su un panorama musicale troppo spesso banale e scontato.