Francesco Colangeli, un cantautore deve dare qualcosa a chi lo ascolta

Lo avrete forse conosciuto in passato con le precedenti pubblicazioni firmate “Julian Ross”. Il nome d’arte celava l’identità del giovane cantautore Francesco Colangeli, che ora torna con un nuovo progetto per il quale si presenta semplicemente con il suo cognome. Il primo singolo, già pubblicato, è “Azzurri a Wembley”, una canzone d’amore non scontata tra ricordi del passato e tante citazioni anni ’90. Lo abbiamo intervistato.

MIAB: “Azzurri a Wembley” è il tuo nuovo singolo. Parli di amore raccontando l’incontro tra due ex che si rivedono dopo quattro anni. Come è nato il testo della canzone?
Francesco:
Azzurri a Wembley nasce il giorno dopo avere incontrato la mia ex, a distanza di 4 anni dall’ultima volta che ci siamo visti. Sul breve dialogo fra noi, tra domande e scambio di battute, è nata questa canzone. Tornato a casa il giorno stesso dopo averla rivista avevo già in testa la melodia…

MIAB: Per le sonorità invece a chi ti sei ispirato? Noi percepiamo uno sguardo rivolto all’indie italiano di stampo pop…
Francesco:
Esattamente, tra i riferimenti più importanti del panorama italiano ci sono Cesare Cremonini e i Thegiornalisti. Abbiamo ripreso elementi poi, ad esempio l’uso del piano elettrico, che si rifanno agli anni 70/80 (in primis a Elton John) e abbiamo attinto, per le chitarre elettriche soprattutto, dal Brit pop/ Brit indie anni 90.

MIAB: Dalla tua bio sappiamo che l’incontro con la musica in realtà avviene attraverso la classica. Quanto c’è nel tuo presente di quel tipo di sonorità e di approccio?
Francesco:
Sul mio approccio c’è molto del mondo musicale classico, i miei brani nascono al piano con una melodia ben precisa che verrà poi cantata. Così nascono le mie canzoni, un’idea di fondo ispira una melodia sulla quale verrà adattato uno specifico testo. Essendo un pianista ho voluto rendere, come strumento portante dei miei brani, proprio il piano. Nello specifico quei piani elettrici dal sapore retrò come il Fender Rhodes e il Wurlitzer.

MIAB: Nella vita privata sei anche uno studente di medicina. Questa parte di te in qualche modo influenza anche la musica che fai? E se sì, in che modo?
Francesco:
Esatto, a luglio mi laureerò in medicina e chirurgia. Ho sempre tentato di conciliare entrambe le mie passioni, così come un medico dà qualcosa al paziente, che sia un farmaco o un semplice consiglio, una semplice raccomandazione, così un cantautore deve dare qualcosa a chi lo ascolta, penso sia la cosa in assoluto più importante: “arrivare” all’ascoltatore.

MIAB: Se potessi realizzare un feat. con un artista, chi sarebbe?
Francesco:
Mi piacerebbe molto collaborare con Cesare Cremonini, trovo in lui molte somiglianze sia a livello di background musicale che di stile.

MIAB: Che opinione hai dei talent show? Parteciperesti se te ne fosse data l’occasione?
Francesco:
Credo che i talent siano un modo in più per far conoscere un artista, una possibilità in più. Parteciperei senza problemi, in fondo è un modo come un altro per farsi conoscere e far conoscere la propria musica.

MIAB: Prossimi passi. Quali saranno?
Francesco:
Procedendo di step in step il prossimo passo dopo questo primo singolo sarà la pubblicazione di un secondo singolo in estate.