Darkpools – “Gore”

Una copertina strana , quella con cui la band dei Darkpools ha scelto per il loro album di debutto “Gore”, che se dovessimo seguire la regola , <<anche l’occhio vuole la sua parte>>, non sarebbe certo di buon auspicio. Poi però subentra un altro concetto quello classico con cui si dice <<mai fidarsi delle apparenze>>, concetto che trova conferma anche in questo caso. Un album stimolante, che si lascia ascoltare un qualcosa di alternativo ai soliti ascolti. Lo stimolo è quello che spinge anche chi prova ad offrire una propria versione delle proprie idee musicali, cercando di non essere derivativi. È questo il caso dei Darkpools, combo tutto italiano, fautore di una musica pura e naturale, per questo etichettati come Metalcore, di quello pungente ma anche martellante.

Il primo elemento che risalta durante tutto l’ascolto di “Gore”, è l’ottima prestazione vocale di Andrea Dean, elemento cardine, che riesce a rendere empatica questa proposta musicale. Allo stesso tempo va sottolineato il grande lavoro del resto della band e nello specifico di Davide Purinani e Angelo Rusalem alle chitarre, di Davide Giorgi al basso e di Michael Bononna alla batteria, i quali sono riusciti a creare dell’ottima musica, estremamente godibile.

Le influenze sono diverse e sono da ricercare tutte nel campo metalcore , ma con quella vena compositiva che porta in risalto l’originalità della proposta. Quello che ascolterete sarà un alternative metal, caratterizzato dai classici suoni crudi, con linee vocali scream ad accompagnare il potente riffing chitarristico. Come non rimanere colpiti da un brano come “Last Angel”, cupo, sorretto da un riffing notevole su cui la voce offre una grande interpretazione, lasciare fuori gli altri brani sarebbe davvero un torto perchè tutti sono pieni dit ecnica e potenza. Sette tracce godibili , accattivanti , che hanno tutti quel dettagli che sono il marchio di fabbrica della band di Trieste. In queste canzoni si riassumono al meglio le caratteristiche dei Darkpools, tra suoni metallici che colpiscono nello stomaco, senza far male.

“Gore”, alla fine dei conti si presenta come un album che potrebbe piacere ad ogni frangia metallica, proprio perché i Darkpools sono riusciti nell’arduo compito di creare un sound con tutti quegli ingredienti che caratterizzano il proprio sound, senza cadere nel classico caso di scopiazzare